L'esperienza del GET (Gruppo educativo territoriale) è iniziata quattro anni fa.

Bambini e ragazzi si trovano il pomeriggio per fare i compiti nell’ex convento che le Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio ci hanno gentilmente permesso di usufruire.
I ragazzi sono seguiti da circa 20 volontari tra cui professoresse e maestre in pensione, dei giovani diplomati, alcune donne e uomini che mettono a disposizione il loro tempo libero. Questi volontari hanno accettato con piacere di dedicarsi per qualche ora alla settimana all’educazione e all’istruzione di bambini che frequentano le scuole elementari dalla classe prima alla classe quinta, e ragazzi che frequentano le scuole medie. Quest’anno i ragazzi che hanno aderito sono dodici e in tanti hanno già fatto richiesta di iscrizione.

 

I nostri pomeriggi sono organizzati così: 

Ore 15.30:

canti e preghiera comune nella cappella

Ore 15.40-17.30:

compiti-studio

Ore 17.30:

merenda condivisa

Ore 18.00:

giochi e attività ricreative

Ore 18.30:

termine attività

 

Dall’anno 2014-2015 si è deciso di dare importanza al momento della preghiera e alle attività post scuola. Per quanto riguarda la preghiera ogni bambino ha un quadernino ad anelli su cui attacca le fotocopie che gli vengono distribuite. Abbiamo raccontato ai ragazzi la vita di alcuni Santi e Beati: Francesco Faà di Bruno, Madre Teresa, Giovanni Paolo II, Santa Teresa d’Avila, Padre Daniele Badiali, Don Bosco e tanti altri.

  

page11image1809440 Per quanto riguarda le attività post-scuola abbiamo organizzato alcuni giochi nel giardino che i bambini hanno molto apprezzato. Un pomeriggio è stata organizzata una divertentissima caccia al tesoro, che si è svolta all’interno dei locali.

Durante il periodo Natalizio i bambini e i ragazzi hanno fatto anche alcuni lavoretti manuali che poi hanno portato alle loro famiglie.

 

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“Educare è una cosa del cuore” affermava il santo dei giovani Don Bosco. Noi cerchiamo di accogliere i ragazzi e le ragazze al punto in cui sono per aiutarli gradualmente a

crescere nella libertà e nella responsabilità.
Cerchiamo di vivere con loro in un rapporto vero e di fiducia. È un rapporto

“serioso” quello con noi ma anche allegro per la gioia di stare insieme: nello studio, nel gioco, nelle attività.

Un gruppo educativo senza sorriso non è come lo immaginerebbe don Bosco, che voleva il cortile del suo Oratorio pieno di allegria, ragazzi e ragazze in moto

 

La motivazione: una marcia in più

Come ogni buon marinaio è chiamato a domandarsi cosa lo spinge a mettersi in mare e a volte anche a rischiare qualcosa...

Così anche un buon educatore deve interrogarsi sulla motivazione che lo spinge a mettere a disposizione dei ragazzi il proprio tempo, risorse, energie...e, quindi, ad accettare anche la fatica e i “rischi” del mare dell’educazione!

 

 

Dal confronto di gruppo sono emerse alcune riflessioni:

  • Ogni motivazione personale ha un valore in quanto legata alla storia di ciascuno di noi.
  • In ambito educativo la motivazione spesso si concretizza nel cercare il bene dell’altro. E’ tuttavia importante tenere presente che prendersi cura dell’altro è anche collegato al prendersi cura di se stessi
  • L’importanza di una sempre presente domanda di sé e sui significati del nostro operare educativo... Quindi mai dare per scontata la nostra motivazione!

 

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